Correzione sorriso gengivale: perché si forma e come si risolve

Ottobre 23, 2026by Centro Dentale Acilia

La correzione del sorriso gengivale è l’insieme dei trattamenti che riducono l’eccessiva esposizione della gengiva quando si sorride. Si parla di sorriso gengivale, o gummy smile, quando sorridendo si mostrano più di 3 millimetri di gengiva sopra i denti superiori.

Le soluzioni vanno dal filler all’acido ialuronico alla gengivectomia, dalla tossina botulinica all’ortodonzia, e la scelta dipende dalla causa.

Se stai cercando informazioni sulla correzione del sorriso gengivale (da cosa dipende, quali trattamenti esistono, quali sono minimamente invasivi e quanto durano), in questa guida trovi le risposte alle domande più frequenti.

E capirai perché la prima cosa da fare non è scegliere il trattamento, ma capire la causa.

Cos’è il sorriso gengivale

Un sorriso considerato armonico mostra i denti superiori e, al massimo, 1-2 millimetri di gengiva. Quando la gengiva visibile supera i 3 millimetri, i denti appaiono piccoli e il sorriso risulta “sbilanciato” verso il rosa, anche se i denti sono sani e ben allineati.

Il sorriso gengivale non è una malattia e non comporta rischi per la salute. È però un inestetismo molto sentito: chi ne soffre spesso evita di sorridere apertamente, copre la bocca con la mano o si trattiene nelle foto. Per questo la correzione del sorriso gengivale è una delle richieste più frequenti in odontoiatria estetica.

Le quattro cause per cui si forma il sorriso gengivale

Il sorriso gengivale ha cause diverse, che spesso si combinano, e la letteratura le classifica in quattro gruppi principali. Individuare quella prevalente è il passaggio decisivo, perché ogni causa ha il suo trattamento.

Labbro superiore sottile o corto: il labbro ha poco volume o è più corto della media e, anche con un movimento normale, non riesce a coprire la gengiva. È la causa più frequente in chi ha sempre avuto labbra sottili o le ha viste assottigliarsi con l’età.

Iperattività del labbro superiore: il labbro, sorridendo, si solleva più del normale per un’eccessiva contrazione dei muscoli elevatori. A riposo tutto è in proporzione; è il movimento a scoprire la gengiva.

Eruzione passiva alterata: i denti sono completamente formati, ma la gengiva non si è ritirata come dovrebbe durante la crescita e continua a coprire parte della corona. I denti appaiono corti e “quadrati”, ma sotto la gengiva sono di dimensioni normali.

Eccesso verticale del mascellare: l’osso mascellare superiore è più sviluppato in altezza del normale. In questo caso il sorriso gengivale si accompagna spesso a un viso allungato e a una maggiore esposizione dei denti anche a bocca chiusa.

A queste si aggiungono cause secondarie: ipertrofia gengivale da farmaci o infiammazione, usura dei denti che li rende più corti, protrusione degli incisivi.

I trattamenti per la correzione del sorriso gengivale

Ogni causa ha una risposta. Ecco i trattamenti disponibili, dal meno al più invasivo.

Filler all’acido ialuronico

È il trattamento di prima scelta quando il sorriso gengivale dipende dal labbro superiore: sottile, corto o troppo mobile. Il filler all’acido ialuronico (inserire link articolo filler una volta pubblicato) agisce in due modi, a seconda di dove viene iniettato.

Nel corpo del labbro, dà volume e proiezione: un labbro più pieno copre fisicamente qualche millimetro di gengiva in più, anche nel sorriso ampio. È la soluzione indicata quando il labbro è sottile o si è assottigliato con gli anni.

Ai lati del naso, nella zona dei muscoli elevatori, piccole quantità di gel creano un sostegno meccanico che limita il sollevamento eccessivo del labbro durante il sorriso. È una tecnica chiamata miomodulazione: non blocca il muscolo, ne modula il movimento.

Il trattamento dura 20-30 minuti, in ambulatorio, con crema anestetica o filler che contengono già un anestetico. L’effetto è immediato, si stabilizza in due settimane e dura in media 6 – 12 mesi; è reversibile, perché il gel può essere sciolto con un enzima specifico.

Il filler ha due vantaggi che lo rendono spesso il primo passo: non è chirurgico e mostra subito quanto del problema dipende dal labbro, aiutando a decidere se servono altri interventi. Nei casi lievi e moderati, per molte persone è anche l’unica correzione necessaria.

Tossina botulinica

Quando la causa è l’iperattività del labbro con muscoli particolarmente forti, piccole dosi di tossina botulinica iniettate nei muscoli elevatori riducono il sollevamento eccessivo. Il labbro continua a muoversi normalmente, ma scopre meno gengiva.

L’effetto compare in 1-2 settimane e dura 4-6 mesi; va ripetuto nel tempo. È un trattamento ambulatoriale di pochi minuti, senza anestesia. Filler e tossina botulinica vengono frequentemente combinati: il primo dà volume e sostegno, la seconda riduce la forza del movimento.

Gengivectomia e allungamento di corona clinica

È il trattamento indicato quando la causa è l’eruzione passiva alterata. Il dentista rimuove la porzione di gengiva in eccesso, scoprendo la parte di dente che era rimasta nascosta. Quando serve, interviene anche sull’osso sottostante (allungamento della corona clinica) per ottenere un risultato stabile.

Si esegue in anestesia locale, in una seduta, spesso con laser a diodi, che riduce il sanguinamento e i tempi di guarigione. Il risultato è definitivo.

Riposizionamento labiale

È una piccola procedura chirurgica che limita la mobilità del labbro superiore rimuovendo una striscia di mucosa all’interno del labbro e suturando più in basso. Si esegue in anestesia locale e offre un risultato più duraturo rispetto ai filler e alla tossina botulinica, ed è indicato nei casi di iperattività labiale moderata in chi non vuole ripetere i trattamenti.

Ortodonzia

Quando il sorriso gengivale dipende dalla posizione dei denti (incisivi troppo estrusi o inclinati), l’ortodonzia li riporta in posizione corretta, riducendo la gengiva visibile. Nei casi lievi di eccesso verticale, le tecniche con mini-viti permettono di “intrudere” i denti anteriori senza chirurgia.

Chirurgia ortognatica

Nei casi di eccesso verticale importante, l’unica soluzione definitiva è la chirurgia maxillo-facciale, che riposiziona il mascellare. È un intervento in anestesia generale, riservato ai casi più marcati e sempre preceduto da ortodonzia.

Trattamenti combinati

Nella pratica le cause si sommano e così i trattamenti: filler più tossina botulinica, gengivectomia più filler alle labbra per bilanciare le nuove proporzioni, faccette dopo la gengivectomia per ridisegnare le proporzioni dei denti. Il piano viene costruito sul singolo caso.

Quale trattamento scegliere in base alla causa

Causa Trattamento di riferimento Durata del risultato
Labbro sottile o corto Filler all’acido ialuronico 6 – 12 mesi
Labbro iperattivo Filler (miomodulazione) e/o tossina botulinica 6 – 12 mesi / 4 – 6 mesi
Labbro iperattivo, risultato duraturo Riposizionamento labiale Lungo termine
Eruzione passiva alterata Gengivectomia / allungamento di corona Definitivo
Denti estrusi o inclinati Ortodonzia Definitivo
Eccesso verticale del mascellare Chirurgia ortognatica Definitivo

Filler o gengivectomia: come si sceglie

È la domanda più frequente, e la risposta sta nella causa. Se i denti appaiono corti e la gengiva è “troppa” anche a riposo, il problema è gengivale e il filler non lo risolverebbe: serve la gengivectomia. Se i denti hanno proporzioni normali ma il labbro è sottile o si solleva troppo, il problema è labiale e la gengivectomia non servirebbe: il filler è la risposta.

Nei casi misti, il dentista spesso propone di iniziare dal filler, perché è reversibile e mostra subito quanto del problema dipende dal labbro, e di valutare dopo se e quanto intervenire sulla gengiva.

La correzione del sorriso gengivale fa male?

Dipende dal trattamento, ma nessuno è doloroso durante l’esecuzione: il filler si esegue con prodotti che contengono già un anestetico e si avverte solo una puntura leggera con una sensazione di pressione; la tossina botulinica non richiede anestesia; gengivectomia e riposizionamento labiale si fanno in anestesia locale.

Nei giorni successivi: dopo il filler può comparire un lieve gonfiore o un piccolo livido, che si risolve in pochi giorni; dopo la gengivectomia è normale un fastidio leggero, gestibile con antidolorifici comuni, con guarigione completa in 2 – 3 settimane.

Effetti collaterali e controindicazioni

Come ogni trattamento, anche la correzione del sorriso gengivale ha effetti collaterali possibili, in genere lievi e temporanei: gonfiore, rossore e piccoli lividi dopo il filler, gonfiore e sensibilità dopo la gengivectomia, lividi o lieve asimmetria temporanea del sorriso dopo la tossina botulinica, che regredisce da sola.

I trattamenti sono controindicati o vanno rinviati in caso di:

  • gengive infiammate o malattia parodontale non trattata (va curata prima)
  • gravidanza e allattamento (per filler e tossina botulinica)
  • herpes labiale attivo (per il filler alle labbra: si attende la guarigione)
  • allergia nota ai componenti del filler
  • malattie neuromuscolari (per la tossina botulinica)
  • crescita non completata: negli adolescenti si attende la fine dello sviluppo, perché il sorriso gengivale può ridursi spontaneamente

Perché la correzione del sorriso gengivale si fa anche dal dentista

Il sorriso gengivale sta esattamente al confine tra odontoiatria e medicina estetica: riguarda gengive, denti, osso e labbra insieme. Il dentista è il professionista che vede tutti questi elementi nello stesso momento e può distinguere, ad esempio, un’eruzione passiva alterata da un labbro sottile, due cause che si presentano in modo simile ma richiedono trattamenti opposti.

Rivolgersi al dentista significa:

  • Diagnosi della causa: misurazione della gengiva esposta, analisi del volume e del movimento del labbro, valutazione radiografica di denti e osso. Senza questo passaggio, si rischia di trattare l’effetto sbagliato.
  • Competenza su tutti i tessuti: il dentista esegue direttamente la gengivectomia, l’allungamento di corona e, nell’area periorale, filler e tossina botulinica. Il filler alle labbra, in particolare, richiede una conoscenza precisa dell’anatomia della bocca che fa parte del suo lavoro quotidiano.
  • Un unico piano: se la correzione del sorriso gengivale si inserisce in un percorso più ampio (ortodonzia, sbiancamento, faccette) viene coordinata con il resto del trattamento.
  • Attenzione alla funzione: labbra e gengive non sono solo estetica. Il dentista si assicura che ogni intervento rispetti la salute parodontale e la mobilità naturale del labbro.

Cosa fare dopo il trattamento 

Dopo il filler o la tossina botulinica: non toccare o massaggiare la zona, evitare sforzi intensi, sauna e calore per 24 – 48 ore, non bere alcol, rimandare il trucco pesante sulle labbra.

Dopo una gengivectomia o un riposizionamento labiale:

  • evitare cibi duri, caldi o piccanti per 3 – 4 giorni
  • spazzolare con delicatezza, evitando la zona trattata nei primi giorni
  • usare il collutorio indicato dal dentista
  • non fumare, perché rallenta la guarigione

Chi può trattare il sorriso gengivale

Gengivectomia, allungamento di corona clinica, riposizionamento labiale e ortodonzia sono atti odontoiatrici, riservati a dentisti abilitati in strutture sanitarie autorizzate.

La tossina botulinica è un farmaco: la sua somministrazione è un atto medico riservato a medici e, nell’ambito dell’area periorale, a odontoiatri abilitati.

Il filler è un dispositivo medico: il Ministero della Salute ha chiarito che è riservato all’uso professionale.

La chirurgia ortognatica è di competenza del chirurgo maxillo-facciale.

Il percorso al Centro Dentale Acilia per il sorriso gengivale

Al Centro Dentale Acilia la correzione del sorriso gengivale parte sempre da una visita di valutazione: il dentista misura la gengiva esposta, osserva il movimento del labbro, esamina denti e osso con le radiografie necessarie e individua la causa prevalente. Solo a quel punto propone il trattamento, o la combinazione di trattamenti, più adatta.

Il percorso può integrarsi con gli altri trattamenti del Centro Dentale Acilia come: ortodonzia, estetica dentale, sbiancamento e medicina estetica del viso con filler all’acido ialuronico, perché il sorriso viene valutato come un insieme di denti, gengive e labbra.

Cosa aspetti, scopri tutti i servizi del nostro centro.

Prenota una visita per correggere il sorriso gengivale

Se quando sorridi mostri più gengiva di quanto vorresti, prenota una visita di valutazione al Centro Dentale Acilia, in via U. Lilloni 64, Acilia. Il dentista ti spiegherà da cosa dipende e quali opzioni hai, senza impegno.

Contattaci al numero di telefono 06 5219816 o al nostro WhatsApp al 373 791 4190

 

 

FAQ – Domande frequenti sulla correzione del sorriso gengivale

Cos’è la correzione del sorriso gengivale?
È l’insieme dei trattamenti come filler all’acido ialuronico, tossina botulinica, gengivectomia, riposizionamento labiale, ortodonzia e chirurgia che riducono l’eccessiva esposizione delle gengive quando si sorride. Il trattamento viene scelto in base alla causa, individuata dal dentista durante la visita.

Il filler funziona per il sorriso gengivale?
Sì, quando la causa è il labbro superiore: sottile, corto o troppo mobile. Il filler ridà volume al labbro e, nella zona dei muscoli elevatori, ne modula il sollevamento. Non è indicato quando il problema è la gengiva in eccesso o l’osso: in quei casi servono gengivectomia o ortodonzia.

Quanto dura il filler per il sorriso gengivale?
In media 6-12 mesi. Il labbro è una zona molto mobile, quindi il riassorbimento è un po’ più rapido rispetto ad altre aree del viso.

Quanta gengiva è “troppa”?
Un sorriso è considerato gengivale quando espone più di 3 millimetri di gengiva sopra i denti superiori. Fino a 1-2 millimetri rientra nella norma.

Il sorriso gengivale si può correggere senza chirurgia?
Sì, in molti casi. Filler e tossina botulinica non sono chirurgici e la gengivectomia con laser è una procedura minimamente invasiva in anestesia locale. La chirurgia vera e propria è riservata ai casi di eccesso osseo importante.

La gengiva ricresce dopo la gengivectomia?
Se la causa è l’eruzione passiva alterata e l’intervento include l’eventuale rimodellamento osseo, il risultato è stabile. Se si rimuove solo la gengiva senza intervenire sull’osso quando servirebbe, può esserci una parziale ricrescita.

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